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Calcolo Parcella Architetti: Calcolatore Gratis Online

Ogni giorno ricevo email preoccupate di architetti che mi chiedono informazioni sull’argomento “calcolo parcella architetti”.

Le domande che mi fanno più spesso sono…

“Devo fare una ristrutturazione e avrei pensato di fare una parcella di XXXX euro…secondo te è corretto?”

Oppure

“Sul calcolo parcella architetti ci sono delle regole? Se la risposta è SI’, dove le trovo?”

Ecco perché ho deciso di realizzare questo articolo sull’argomento calcolo parcella architetti per dare un supporto a chi si ritrova ad affrontare l’amletico dubbio ovvero…

Quanti soldi devo chiedere per i miei servizi?

Prima di iniziare però, lascia che ti dica due cose…

Primo

Questo articolo nasce per AIUTARTI e per ORIENTARTI nella jungla dei prezzi degli architetti. Chiaramente, non ha nessuna pretesa di sostituire un avvocato o un giurista specializzato nel calcolo delle parcelle professionali.

Però…

Cercherò il più possibile di darti informazioni PRATICHE su come calcolare la parcella per i tuoi servizi di architetto, in base alla MIA personale esperienza e a quella degli studi che ho seguito negli ultimi anni.

Secondo

Ad oggi – se parliamo di servizi a privati – non esiste nessun minimo tariffario sulla parcella degli architetti. Se sei bravo o brava nel marketing puoi farti tranquillamente pagare 6 mila euro per un progetto preliminare, quando un altro architetto ne chiede appena 2 mila.

Nel calcolo parcelle degli architetti non ci sono obblighi da rispettare su minimi o massimi compensi. Ma devi fare attenzione lo stesso. Infatti il metodo di calcolo della tua parcella potrebbe essere sottoposto ad un parere di congruità, in caso di controversie tra te e il tuo cliente.

*Tipo quando il cliente sparisce magicamente prima di aver saldato la parcella!*

In quel caso è bene dimostrare che il calcolo della tua parcella è stato seguito secondo un criterio preciso come quelli di cui ti parlo in questo articolo.

Calcola la tua parcella (stima in 30 secondi)

Prima di entrare nei metodi uno per uno, fai due conti da solo. Inserisci il valore dell’opera, la categoria e le prestazioni che ti hanno affidato: ti do una stima del compenso da cui partire, la stessa che qui sotto ti spiego pezzo per pezzo. Così sai da dove esce quel numero, e sai difenderlo.

Stima orientativa

Calcolatore parcella architetto

Stima il compenso professionale per incarichi privati con il metodo del DM 17/06/2016. Non è una tariffa obbligatoria e non sostituisce un preventivo.

Importo lavori stimato della categoria, IVA esclusa.

Prestazioni affidate

Avvertenze

  • Stima orientativa, non tariffa obbligatoria: i minimi tariffari sono stati abrogati dal DL 1/2012, convertito in L. 27/2012.
  • Metodo di calcolo: DM 17/06/2016, decreto parametri. Questa v1 è orientata agli incarichi privati con impostazione a tre fasi; appalti pubblici, PFTE e restauro tutelato richiedono una versione dedicata.
  • Il DM 140/2012 riguarda la liquidazione giudiziale e non è usato in questo calcolo.
  • Equo compenso L. 49/2023: verso committenti forti il compenso deve essere equo e proporzionato; i parametri sono un riferimento.
  • Verificare sempre il caso concreto con un professionista. Il tool non dichiara importi dovuti, obbligatori o minimi di legge.

Questa è la cifra tecnica. Quanto poi il cliente la accetta dipende da come gliela presenti, e da quanto sei tu a scegliere i clienti invece di subirli. È lì che si gioca la partita vera: continua a leggere.

1. Calcolo parcella architetti: onorario a percentuale

Sicuramente il metodo più utilizzato e conosciuto per calcolare la parcella degli architetti è il cosiddetto “onorario a percentuale”: in questo caso l’architetto che presta i propri servizi riceverà un compenso commisurato all’importanza e al valore dell’opera stessa.

A questo proposito, esiste uno strumento di calcolo basato sul D.M. 140 del 20 luglio 2012, che puoi usare per avere un valore di riferimento orientativo — anche se oggi il riferimento parametrico aggiornato per architetti e ingegneri è il D.M. 17/06/2016.

Calcolo parcella architetti a percentuale: un esempio pratico

Facciamo un esempio pratico di come si applica il calcolo parcella architetti.

AspettoDettagli
Tipo di lavoroRistrutturazione di media entità di un appartamento residenziale
Totale delle spese100 mila euro
Servizi richiestiStudio di fattibilità con relazione illustrativa, stime di spesa (valutazioni sintetiche), progetto preliminare con planimetrie ed elaborati grafici, progetto definitivo con relazione tecnica, progettazione esecutiva comprensiva di particolari costruttivi, direzione lavori, attestato di prestazione energetica finale
Parcella9.327,50 Euro (al netto di spese e imposte)
Percentuale~9,3%

Facciamo adesso un altro esempio. Poiché il calcolo viene fatto tenendo conto di alcune variabili, se aumentiamo l’importo dei lavori a 200 mila euro ovviamente aumenterà anche il compenso, ma diminuirà in percentuale.

AspettoDettagli
Tipo di lavoroRistrutturazione di media entità di un appartamento residenziale
Totale delle spese200 mila euro
Servizi richiestiStudio di fattibilità con relazione illustrativa, stime di spesa (valutazioni sintetiche), progetto preliminare con planimetrie ed elaborati grafici, progetto definitivo con relazione tecnica, progettazione esecutiva comprensiva di particolari costruttivi, direzione lavori, attestato di prestazione energetica finale
Parcella15.180 Euro (al netto di spese e imposte)
Percentuale~7,5%

Ecco perché normalmente si tende a considerare che, per questi tipi di servizi standard che vanno dallo studio di fattibilità fino alla direzione lavori, il calcolo della parcella degli architetti va solitamente dal 6 al 9 per cento.

Ci sono però alcuni servizi che non rientrano nel tabellario classico. Come fare in quei casi? In quei casi, per quanto riguarda l’argomento calcolo parcella architetto hai bisogno di un metodo alternativo come ad esempio il prezzo a corpo.

2. Calcolo parcella architetti: onorari a vacazione

Se il primo metodo di calcolo non fosse sufficiente o adatto per il tipo di servizi che offri, allora hai bisogno di un sistema diverso. Per esempio quello “a vacazione”, cioè un costo orario.

Ad oggi non esiste un minimo stabilito per legge. Ad ogni modo è possibile usare, come puro riferimento, la vecchia L. 143/1949 (sì hai letto bene, 1949), e successive modifiche e aggiornamenti, che stabiliva il compenso orario per:

  • Ingegnere e Architetto: € 56,81
  • Aiutante iscritto all’Albo: € 37,96
  • Aiutante di concetto: € 28,41

Quando calcolare la tua parcella a vacazione?

Il calcolo a vacazione è utile quando il fattore TEMPO è fondamentale per svolgere i tuoi servizi, per esempio:

  • rilievi e studi in cui non c’è un’opera da realizzare;
  • convegni informativi;
  • viaggi per conto del cliente.

Se anche la parcella calcolata tramite il metodo della vacazione non dovesse fare al caso tuo, esiste sempre un’altra possibilità ovvero…

3. Calcolo parcella architetti: onorari a discrezione

Gli onorari a discrezione sono un altro metodo di calcolo che rientra nella L. n. 143/49 (Testo unico della tariffa professionale) – Capo I.

Cosa si intende per “Onorari a discrezione”?

Si tratta di compensi stabiliti secondo il criterio del professionista e non rientrano nei casi sopra citati. Ad esempio, la parcella per una consulenza professionale e specialistica può essere fatta seguendo il criterio degli onorari a discrezione.

Infatti, sarebbe impossibile calcolare un valore fisso “orario” per le consulenze, perché nel valore di una consulenza influiscono criteri molto diversi come ad esempio:

  • L’esperienza del professionista
  • L’impatto della consulenza
  • L’ambito specialistico in cui la consulenza viene effettuata

Questo perché 2 ore di consulenza tecnica da parte di un professionista sui problemi di un insediamento urbano non ha lo stesso valore di 2 ore di consulenza sul design di interni di un appartamento. Ecco perché questo metodo di calcolo rimane comunque un metodo importante nell’ambito del calcolo parcella architetti.

Come calcolare la parcella per pratiche specifiche: CILA e sanatorie

Alcune query GSC mostrano un interesse concreto per situazioni molto precise. Non tutto è una ristrutturazione complessa: a volte il cliente ha bisogno di una CILA, una sanatoria edilizia, o un semplice collaudo. E lì il calcolo cambia.

Per una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), che riguarda interventi di manutenzione ordinaria o lavori di modesta entità, il metodo a percentuale sull’importo dei lavori resta valido — ma i valori in gioco sono spesso bassi. Parliamo di lavori da 5.000 a 30.000 euro: applicare il tabellario al 9% porterebbe a cifre che difficilmente il cliente accetta, e che spesso non coprono nemmeno il tempo impiegato.

In questi casi, il metodo più sensato è una combinazione tra parcella minima a corpo e onorario a vacazione. Definisci un compenso fisso per la parte amministrativa e burocratica (asseverazione, dichiarazioni, deposito), e aggiungi le ore effettive per eventuali sopralluoghi o consulenze tecniche. Questo ti permette di essere trasparente sul lavoro svolto e di non svendere il tuo tempo.

Per le sanatorie edilizie, il discorso è diverso. Il lavoro di un architetto in una pratica di condono o accertamento di conformità è spesso sottovalutato economicamente, ma è ad alto rischio professionale. Errori nella documentazione possono avere conseguenze serie. Per questo motivo, il calcolo della parcella per una sanatoria dovrebbe tenere conto non solo delle ore lavorate, ma anche della responsabilità assunta.

Un parametro utile: prendi il valore catastale o di mercato dell’immobile oggetto di sanatoria come base di riferimento, e applica una percentuale che rispecchi la complessità dell’intervento e la tua esposizione professionale. Non esiste un tabellario fisso per questi casi, ma un range tra lo 0,5% e il 2% del valore dell’immobile è spesso usato come riferimento pratico nel settore.

Regola generale: più la pratica è a rischio professionale, più il tuo compenso deve riflettere questa responsabilità — indipendentemente dal metodo di calcolo scelto.

Quanto costa la direzione lavori? Calcolo separato dal progetto

Una delle query più ricercate — e meno coperte da questo articolo — riguarda la direzione lavori in percentuale. Molti architetti la includono nel pacchetto completo, ma capita spesso che il cliente chieda solo la DL, magari perché ha già un progetto fatto da qualcun altro.

In quel caso, come calcoli il compenso?

Se applichi le tabelle del D.M. 17/06/2016 — il decreto parametri di riferimento per architetti e ingegneri — la direzione lavori pesa mediamente il 30-35% del totale dell’onorario calcolato sull’importo dei lavori. Quindi, se per un intervento da 100.000 euro l’onorario complessivo è di circa 9.300 euro, la sola direzione lavori vale indicativamente tra i 2.800 e i 3.200 euro.

Attenzione però: questo è un valore di riferimento, non un obbligo. Se ti viene chiesta solo la DL su un cantiere complesso — con molte lavorazioni, subappaltatori da coordinare, materiali non standard — il peso del tuo lavoro è molto più alto di quello che una percentuale fissa riesce a rappresentare.

In questi casi, valuta di applicare un compenso a corpo concordato prima dell’incarico, con una stima delle ore previste allegata al preventivo. Così il cliente capisce cosa sta pagando, e tu hai una base solida in caso di contestazioni.

Una buona pratica: distingui sempre nel preventivo la voce “direzione lavori” dalle altre prestazioni. Anche se fai tutto tu, renderla visibile ha due vantaggi concreti — il cliente percepisce il valore reale del servizio, e tu puoi rinegoziare se il cantiere si allunga.

Calcolo parcella direzione lavori: come applicarlo in concreto

Se vuoi essere ancora più preciso, puoi suddividere il compenso per la direzione lavori in due componenti distinte.

La prima è la quota fissa, che copre le attività ricorrenti: sopralluoghi periodici in cantiere, redazione del giornale dei lavori, aggiornamento dello stato avanzamento, coordinamento con le maestranze. Questa parte dipende principalmente dal numero di settimane o mesi di cantiere previsti — e va stimata prima dell’incarico, non a posteriori.

La seconda è la quota variabile, legata a eventi straordinari: varianti in corso d’opera, problemi strutturali imprevisti, contenzioso con le imprese, richieste del cliente che modificano il progetto esecutivo. È difficile da quantificare in anticipo, ma puoi tutelarti inserendo nel contratto una clausola che prevede il rimborso orario per attività fuori perimetro, concordate per iscritto.

Una struttura del preventivo che molti trovano utile:

VoceMetodo di calcoloImporto indicativo (lavori da 100k €)
DL — quota fissa% sull’importo lavori (30–35% dell’onorario totale)2.800 – 3.200 €
DL — sopralluoghi extraTariffa oraria × n. ore previstevariabile
DL — varianti in corso d’operaTariffa oraria concordatavariabile

Mettere queste voci in chiaro prima di iniziare il cantiere non è burocrazia: è la differenza tra un incarico che finisce bene e uno che si trasforma in una discussione sul compenso.

Direzione lavori senza progetto: come calcolare la parcella quando non hai seguito tu il progetto

Capita più spesso di quanto si pensi: un cliente ti chiama per fare la direzione lavori su un progetto che non hai seguito tu. Magari il progettista originale si è reso irreperibile, oppure il cantiere è partito male e cercano qualcuno che rimetta ordine.

In questi casi il calcolo della parcella cambia, perché cambia il punto di partenza del tuo lavoro.

Non hai la conoscenza del progetto che normalmente si acquisisce nelle fasi precedenti. Devi studiarti gli elaborati di qualcun altro, verificare la coerenza tra progetto e stato di fatto, capire cosa è già stato realizzato e cosa no. Tutto questo richiede tempo — e va remunerato.

La strategia più efficace in questi casi è una fase conoscitiva a parte, fatturata a vacazione (tariffa oraria), prima ancora di accettare formalmente l’incarico di DL. Questa fase include: lettura degli elaborati progettuali, sopralluogo conoscitivo in cantiere, colloquio con l’impresa esecutrice. Al termine, sei in grado di stimare con più precisione le ore necessarie per la DL e di formulare un preventivo fondato.

Se invece accetti la DL senza questa fase preliminare, rischi di sottostimare il lavoro reale — soprattutto se il progetto originale è lacunoso o il cantiere ha già accumulato problemi.

Cosa includere nel preventivo di DL su progetto altrui:

  • Compenso per la fase conoscitiva (ore × tariffa oraria)
  • Compenso fisso per la DL, calcolato sull’importo residuo dei lavori ancora da eseguire
  • Clausola per attività straordinarie fuori perimetro
  • Dichiarazione esplicita dei limiti di responsabilità per le lavorazioni già eseguite prima del tuo incarico

Quest’ultimo punto non è un dettaglio: prendi in carico una situazione che non hai creato tu. Mettilo per iscritto.

Come presentare il preventivo dopo aver calcolato la parcella

Sai già calcolare il tuo compenso. Ma sai anche trasformarlo in un preventivo che il cliente capisce — e accetta?

Questo è il punto in cui molti architetti perdono l’incarico. Non perché chiedano troppo, ma perché presentano i numeri nel modo sbagliato.

Un preventivo efficace non è una lista di voci con importi. È un documento che racconta il valore del tuo lavoro prima ancora di mostrare il prezzo. Segue una logica precisa:

1. Prima descrivi il problema del cliente — cosa succede se non intervieni, quali rischi corre, qual è la posta in gioco per lui. 2. Poi descrivi la tua soluzione — non i servizi tecnici in astratto, ma cosa otterrà concretamente: tranquillità, risparmio, un risultato visibile. 3. Infine mostra il compenso — già contestualizzato rispetto al valore prodotto, non come dato isolato.

Questa struttura cambia il modo in cui il cliente legge il numero finale. Non lo confronta più con il preventivo del collega meno caro — lo confronta con il valore che percepisce.

Un altro errore comune: includere troppe voci nel preventivo senza spiegarle. “Progettazione esecutiva”, “coordinamento della sicurezza”, “pratiche catastali” — per te sono ovvie, per il cliente sono voci misteriose che sembrano gonfiare il totale. Descrivi brevemente cosa comporta ogni voce in termini di beneficio concreto per lui.

Se vuoi approfondire come strutturare un preventivo che converte, trovi le regole base per preventivi persuasivi in un articolo dedicato — con la logica completa per presentare il tuo compenso nel modo giusto.

Domande frequenti sul calcolo della parcella degli architetti

Esiste un tariffario obbligatorio per gli architetti?

No. Dal 2012, con il D.L. 1/2012 (decreto liberalizzazioni), i minimi tariffari per i professionisti sono stati aboliti. Per i lavori pubblici il riferimento specifico per architetti e ingegneri è il D.M. 17/06/2016 (decreto parametri), mentre per i pareri di congruità degli Ordini si guarda ancora al D.M. 140/2012; per i lavori privati sei comunque libero di concordare il compenso con il cliente. Questo non significa che puoi fare quello che vuoi senza criterio: in caso di controversia, dovrai comunque dimostrare che il tuo calcolo è stato ragionevole e documentato.

Cosa succede se il cliente contesta la mia parcella?

In caso di controversia, l’Ordine professionale di riferimento può esprimere un parere di congruità sul tuo compenso. Questo parere valuta se la parcella è proporzionata al lavoro svolto, usando come riferimento i criteri del D.M. 140/2012 o altri parametri riconosciuti. Per questo è fondamentale avere un preventivo firmato prima di iniziare qualsiasi attività — è la tua prima tutela.

Posso chiedere un acconto prima di iniziare il progetto?

Non solo puoi: dovresti. Un acconto — tipicamente il 30-40% del compenso totale — serve a qualificare il cliente e a coprire le tue prime spese. Un cliente che non vuole pagare nemmeno l’acconto è quasi sempre un cliente che non pagherà nemmeno il saldo. Inserisci la richiesta di acconto direttamente nel preventivo, con scadenza chiara.

Come calcolo il costo orario se lavoro a vacazione?

Il riferimento normativo storico è la L. 143/1949, che fissava un compenso a vacazione pari a circa 56,81 € per ingegneri e architetti. Tuttavia, le tariffe professionali sono state abolite e il compenso è oggi libero, concordato direttamente tra professionista e cliente. Nella pratica reale del mercato attuale, il costo orario di un architetto si posiziona generalmente tra i 70 e i 150 euro l’ora, in base all’esperienza, alla specializzazione, alla zona geografica e al tipo di incarico, con valori più elevati per consulenze ad alto contenuto strategico.

Cosa include la parcella dell’architetto e cosa no?

La parcella copre il compenso professionale per le prestazioni intellettuali. Non include — e vanno fatturate separatamente — le spese vive: bolli, diritti di segreteria, marche da bollo, eventuali trasferte, costi di stampa degli elaborati. Specifica sempre questa distinzione nel preventivo per evitare malintesi a fine lavori.

Ha senso fare una parcella diversa per Roma, Milano o una città più piccola?

Sì, e i dati lo confermano: il mercato geografico incide sia sulle aspettative del cliente che sulla tua capacità di posizionarti. In mercati più competitivi come le grandi città, la differenziazione sul valore percepito conta più del prezzo. Se stai cercando di capire come trovare clienti per il tuo studio e posizionarti correttamente nel tuo mercato, vale la pena lavorare anche sulla strategia di acquisizione, non solo sul calcolo della parcella.

Come si calcola la parcella per un esempio di preventivo su una ristrutturazione?

Il modo più chiaro per rispondere è con un caso concreto. Prendi una ristrutturazione da 80.000 euro con servizi completi (dalla progettazione alla direzione lavori): applicando le tabelle del D.M. 17/06/2016 ottieni un compenso indicativo intorno agli 8.000–8.500 euro al netto di spese e imposte, cioè circa il 10% su un importo medio-basso. Nel preventivo che consegni al cliente, separa sempre le voci principali — progetto preliminare, definitivo, esecutivo, DL — con una breve descrizione del beneficio concreto per lui. Questo non solo è più trasparente: rende il totale più facile da accettare, perché il cliente vede dove va ogni euro.

Qual è la differenza tra parcella e notula?

Sono spesso usati come sinonimi, ma tecnicamente non lo sono. La notula è il documento preliminare che il professionista emette prima del pagamento, come richiesta formale di compenso. La parcella è il documento definitivo — equivalente alla fattura per i professionisti iscritti a un Ordine. Nella pratica quotidiana, la distinzione è sempre meno usata: oggi la maggior parte degli architetti emette direttamente fattura (o parcella con marca da bollo se non soggetti a IVA). Se hai dubbi sulla forma corretta del documento in base al tuo regime fiscale, verifica con il tuo commercialista.

Strumenti e software per il calcolo della parcella: cosa usano gli architetti

Una delle query in crescita — e ancora scoperta — riguarda i software per il calcolo della parcella degli architetti. Ha senso: fare i conti a mano ogni volta è lento, e il rischio di errori aumenta con la complessità dei servizi.

La buona notizia è che esistono alcuni strumenti gratuiti o a basso costo che puoi usare come punto di partenza.

Il calcolatore di Professione Architetto è lo strumento più conosciuto nel settore. È gratuito, basato sul D.M. 140/2012, e ti permette di inserire l’importo dei lavori e selezionare le prestazioni per ottenere un compenso di riferimento. Non è vincolante, ma ti dà una base difendibile. Lo trovi su professionearchitetto.it.

Fogli di calcolo personalizzati (Excel o Google Sheets) sono la soluzione più flessibile per chi ha un metodo consolidato. Puoi costruire un template con le tue categorie di servizio, i tuoi moltiplicatori per zona geografica e complessità, e le voci di spesa separabili. Richiede un po’ di lavoro iniziale, ma poi ti segue per anni.

Gestionali per studi professionali come Archicad BIM, Revit o software dedicati come Synergica o StudioManager includono moduli per la gestione degli incarichi e — in alcuni casi — per il calcolo del compenso in base alle ore o alle fasi progettuali. Sono soluzioni più strutturate, utili se gestisci più commesse contemporaneamente.

Una cosa che molti sottovalutano: qualunque strumento usi, il valore reale non è nel numero finale, ma nella tracciabilità del metodo. Un preventivo generato da un foglio di calcolo documentato vale molto di più — in caso di contestazione — di una cifra scritta a mano su un’email.

Se stai cercando un sistema per gestire in modo professionale anche la fase di acquisizione cliente, oltre al calcolo della parcella, potresti trovare utile questo approfondimento su come trovare clienti per il tuo studio di architettura e impostare un processo commerciale più solido.

Calcolo della parcella per zona geografica: Roma, Milano e mercati locali

Le query geolocalizzate — ‘parcella architetti Roma’, ‘calcolo parcella architetti Roma’, ‘architetti Roma parcella’ — raccolgono insieme quasi 400 impressioni mensili con CTR vicino allo zero. Il segnale è chiaro: chi cerca, non trova risposta qui.

La verità è che la geografia incide sul calcolo della parcella più di quanto molti architetti ammettano. Non perché il D.M. 17/06/2016 cambi da regione a regione — non cambia — ma perché cambiano le aspettative del cliente, la concorrenza di mercato e la tua capacità di sostenere un certo posizionamento di prezzo.

In mercati ad alta densità come Roma e Milano, il numero di architetti è elevato e la pressione al ribasso sul compenso è reale. Eppure, paradossalmente, in questi stessi mercati esistono fasce di clientela disposte a pagare compensi più alti — a condizione che il professionista sappia differenziarsi e comunicare il proprio valore.

In mercati più piccoli o periferici, la dinamica si inverte: meno concorrenza, ma anche meno budget disponibile e aspettative più basse. Qui la leva del prezzo funziona meno; quella della fiducia e del passaparola funziona di più.

Cosa significa in pratica per il calcolo della tua parcella?

Significa che il tabellario di riferimento va sempre letto in combinazione con una valutazione del mercato locale. Se sei a Milano e lavori su ristrutturazioni di fascia alta, applicare il 9% su 100.000 euro è perfettamente sostenibile. Se sei in un comune di 15.000 abitanti e il tuo cliente confronta subito il tuo preventivo con quello del geometra di fiducia, la stessa percentuale potrebbe farti perdere l’incarico prima ancora di cominciare.

Non esiste una formula unica. Ma esiste una strategia: conoscere il tuo mercato, posizionarti in modo coerente e comunicare il valore prima di mostrare il numero. Se vuoi capire come costruire una strategia di acquisizione cliente adatta al tuo contesto locale, questo articolo su come promuovere il tuo studio di architettura è un buon punto di partenza.

Quanto vale il tuo tempo: costo orario e tariffa sostenibile

Conoscere i metodi di calcolo della parcella è utile. Ma c’è una domanda che viene prima di tutto: quanto vale effettivamente la tua ora?

Non è una domanda retorica. È il punto di partenza per capire se i compensi che stai applicando ti permettono davvero di sostenere il tuo studio — o se stai lavorando sottocosto senza accorgertene.

Il modo più semplice per calcolarlo è partire dal tuo obiettivo di reddito annuo e dividere per le ore effettivamente fatturabili nell’anno. Attenzione: le ore fatturabili non sono le ore totali di lavoro. Un professionista che lavora 40 ore a settimana riesce a fatturare mediamente tra il 50% e il 70% di quel tempo. Il resto va in gestione amministrativa, preventivi non andati a buon fine, formazione, marketing, attività non addebitabili al cliente.

Facciamo un esempio concreto:

ParametroValore di esempio
Obiettivo di reddito netto annuo40.000 €
Settimane lavorative (escluse ferie)46
Ore lavorate a settimana40
Ore fatturabili stimabili (60%)24 ore/settimana
Ore fatturabili totali/anno~1.100
Tariffa oraria minima sostenibile (lordo)~55–65 €/ora

Questo è il pavimento. Non il prezzo da chiedere al cliente, ma la cifra sotto la quale stai rimettendo. Se la tua tariffa oraria effettiva — ricavata dividendo i compensi annui per le ore lavorate — è inferiore a questo valore, hai un problema strutturale, non di mercato.

La buona notizia: una volta che conosci questo numero, il calcolo della parcella smette di essere un’operazione ansiogena e diventa una verifica di coerenza. Sai già quanto ti costa accettare quel progetto a quella cifra.

Calcolo parcella architetti: conclusioni

In questo articolo ti ho parlato dei metodi più diffusi per calcolare la tua parcella di architetto ovvero:

  • a percentuale
  • a vacazione
  • a discrezione

Spero che questo riferimento ti sia stato utile, se hai domande o dubbi scrivi un commento qui sotto.

46 commenti su “Calcolo Parcella Architetti: Calcolatore Gratis Online”

    1. Ciao Monica grazie del tuo commento. Io mi riferisco alla tariffa stabilita dal vecchio Testo Unico, articolo 4, comma d) che stabiliva appunto 56,81 euro di compenso per ogni ora o frazione di ora computata a vacazione. Ad ogni modo come ho scritto nell’articolo, si tratta di un puro riferimento. Per come stanno le cose oggi ognuno può fare i prezzi che vuole. Ciao!

  1. Buon giorno, vorrei avere un contatto con lei per pubblicizzare le mie creazioni di ottimo impatto visivo e d’arredo, quadri su tela in resina con varie tecniche e misura,personalizzati nei colori di base, è sono creazioni non ripetibili uniche.

  2. antonio felicetti

    Ottime informazioni…complimento per l’ottimo lavoro, ma almeno io ho 2 grandi dubbi su due tematiche:
    1) CONTRATTO cosa riportare e quanto tempo dura? nel senso se viene da me un cliente e iniziamo oggi il progetto e poi questo finisce la casa dopo 5 anni, io lo devo seguire per tutti i 5 anni per la cifra stabilita?

    2) direzione lavori, nelle ristrutturazioni, quante volte vado in cantiere e per quanto tempo, oppure nel preventivo mi faccio pagare a “visita” e quindi mi chiama il cliente quanto andare? così non nessun dubbio e remora, ovviamente garantendo assistenza a distanza tramite Whatsapp e video chiamate al cliente e ditta che ha già tutti gli esecutivi.

  3. salve. il mio architetto mi ha chiesto 1.550 euro x una ristrutturazione cosi ripartita:
    rilievo ,restituzione grafica dello stato di fatto dell’immobile e successiva redazione del progetto con viste tridimensionali dei vari ambienti dell’immobile euro 500
    variazione catastale dell’unita dell immobile in oggetto x errata rappresentazione grafica spese catastali EURO 550
    presentazione telematica della cila per la diversa distribuzione degli spazi interni dell ‘immobile comprendente la rappresentazione grafica DELLO STATO DI FATTO E DI PROGETTO DELL’ IMMOBILE E DELLE OPERE INTERNE DA ESEGUIRE EURO 500.
    il prezzo è esatto?

    1. Ciao Rosa, non esistono prezzi esatti o sbagliati visto che, dal 2012, le tariffe minime sono state abrogate quindi ogni professionista può fare il prezzo che ritiene più consono. Ad ogni modo se vuoi un mio parere credo che il tuo architetto abbia fatto un prezzo molto basso, quindi ringrazialo :-) Buona ristrutturazione!

    2. Se posso dire la mia non solo il suo Architetto le ha fatto un prezzo basso ma ha anche, a mio modesto avviso, leggermente svalutato un lavoro intellettuale e di grande responsabilità come il nostro. E’ pur vero che non conoscendo la situazione dell’immobile e le richieste che gli sono pervenute dal cliente non si può giudicare quanto sarebbe stato giusto il prezzo, in ogni caso va ricordato ai clienti che:
      1- ideare un progetto è un lavoro di grande esperienza e che richiede un’alta professionalità e conoscenza di materiali e tecniche costruttive;
      2- fare una variazione catastale comporta verifiche che non si possono liquidare solo con errata rappresentazione grafica;
      3- firmare e presentare una CILA vuol dire sostituirsi a un pubblico ufficiale, e asseverare una CILA vuol dire giurare che ogni modifica intervenuta sull’immobile prima del nostro intervento è legittima e che le modifiche che verranno fatte sono conformi alla normativa locale e nazionale (il che comporta uno studio approfondito da svolgere presso vari uffici)!

  4. Arch. Stefano Brida

    Buongiorno. Il vero quesito è: sei soddisfatta del lavoro svolto dal tuo architetto? Sei soddisfatta del risultato finale, l’architetto ha saputo consigliarti nelle scelte di cantiere o si è limitato esclusivamente a compilare dei moduli prestampati? Ha svolto tutte le prestazioni da te richieste e da lui preventivate. Purtroppo fino a che non si riuscirà a capire che il lavoro intellettuale di un tecnico va oltre alla sola burocrazia continueremo a sentir parlare di “giusto prezzo”…
    Detto ciò per valutare i 1550 occorre capire il tipo di intervento ma a naso è un prezzo basso…

  5. Buongiorno
    Io ho chiesto ad un architetto il preventivo per la direzione lavori di un appartamento di 100 mq da ristrutturare a Milano e mi ha chiesto
    1) PRESENTAZIONE PRATICA EDILIZIA (C.I.L.A.) 1000
    2) RILIEVO UNITA’ ABITATIVA, PROGETTO DEFINITIVO, EVENTUALE MODIFICA/REVISIONE COMPUTO METRICO euro 500
    3) DIREZIONE LAVORI euro 3.500
    4) VARIAZIONE CATASTALE A FINE LAVORI 500
    5) EVENTUALE PRATICA PER COORDINAMENTO SICUREZZA IN CANTIERE 1.500
    La direzione lavori mi sembra un po’ cara…
    Cosa ne pensate?
    Grazie

    1. A mio avviso non si può valutare una parcella sulla base dei dati da Lei forniti. Bisognerebbe sapere in che stato é l’immobile, quali lavori sono previsti, se ci sono elementi di dettaglio da studiare, se l’impresa é stabilita da voi o proposta dall’Architetto, se l’architetto propone i fornitori o li proponete voi o l’inpresa. Le discriminanti sono tante. Comunque ipotizzando un costo medio di ristrutturazione con finiture di medio alto livello tra 750€ e 1200€ la forbice é tra 75000 e 120000 euro di lavori. Ipotizzando una % del 10% (4% di progetto e 6% di Dl) siamo tra i 7500€ e i 12000 euro di parcella. Guardando le cifre il totale corrisponde alla prima ipotesi anche se le singole voci mi sembrano abbastanza sballate. Le assicuro che per un lavoro che richiede minimo 3 mesi di tempo con annesse richieste e responsabilità continue 3500€ sono pochi.

    2. Chi fa la Cila solitamente compila anche lo spazio direzione lavori quindi la cila per com’è strutturata la paghi 4500 a meno che il diettore lavori è diverso. Chi dice CILA a mille euro dice assiduità perché per timbrare la cila devi essere architetto iscritto all’albo e assicurato mentre per disegni e render puoi aver fatto le varie “Accademie del lusso” e non firmando nulla non hai rischi penali e non hai spese di ordine e di assicurazione ne obbligo di crediti formativi. Una cila connun architetto che si prende seriamente le responsabilità di tutto il progetto deve essere pagato e ripeto che sulla CILA va compilato lo spazio del progettista e del direttore lavori che se coincidono come nella maggior parte dei casi … significa che la cila (contenente indicazioni del DL) l’hai pagata mille più tree cinque che farebbero 4500 di Cila

  6. Buon giorno, per una ristrutturazione con abbattimento e ricostruzione di un casale (Circa 250mq) mi è stata prospettata una spesa pari al 10% dell’importo dei lavori (stimata in 400.000€).
    Il preventivo che mi è stato presentato è suddiviso in tre sezioni:
    1. Rilievi, relazione geologica (fatturata da geologo), studio fattibilità, computo metrico
    2. Documentazione per pratica UTC con ricorso a tecnici terzi, domanda edilizia, progetto esecutivo, genio civile e assistenza contratto con impresa edile
    3. Direzione lavori, sicurezza (fattura a tecnico terzo), Sal, agibilità, ecc.

    Per ciascuna delle tre parti mi è stato richiesto il 33% del 10%, ossia all’incirca 13.000€/tranche.
    Per la prima parte mi viene chiesto di pagare in anticipo suddividendo in acconto e saldo… non voglio discutere sulla professionalità ma ho dei dubbi:
    Chi mi dice che in realtà spenderò davvero 400.000€ per cui la stima complessiva di circa 40.000€ rispetterà il tetto del 10%?
    È corretto che mi venga richiesta una cifra di circa 13.000 per il punto 1?
    Non sarebbe meglio dare ad ogni voce un valore o suddividere il 10%?
    Se un domani, prima del progetto esecutivo, cambiassi professionista, come potrei fare a sapere se quanto versato al tecnico uscente sia in linea con quanto effettivamente fatto senza rischiare di avere pagato in eccesso, per il solo fatto che il conteggio presentato era una percentuale generica su un totale stimato?

  7. Danilo Di Lorenzo Di Michele

    …CONCORDO SUL FATTO CHE SIA UN PREZZO BASSISSIMO (A PRESCINDERE DALLA SEMPLICITA’ DEL LAVORO); SOPRATTUTTO CONCORDO SUL FATTO CHE VENGA SEMPRE PIU’ LACERATA LA PROFESSIONALITA’ NOSTRA E DI CHIUNQUE FIRMI E SI PRENDA LE RESPONSABILITA’ DI CERTI LAVORI. Non si possono fare certi prezzi…..

  8. Buonasera, l’Architetto a cui mi sono rivolto per una ristrutturazione di una casa di circa 80mq mi ha preventivato un costo di 50mila euro del suo compenso a fronte di lavori per 220 mila euro. Al professionista veniva richiesta la creazione dell’elaborato da presentare al comune e la direzione dei lavori. Il prezzo è corretto? In caso non lo sia quale sarebbe una cifra congrua?

    1. Antonio la cifra congrua è quella che tu sei disposto a pagare in cambio del valore che ricevi. Detto questo, diciamo che i prezzi “mediamente” sono un po’ più bassi. Ma andrebbe visto il caso specifico, magari la tua situazione amministrativa prevede un cambio d’uso particolarmente complicato, o ha delle questioni amministrative da risolvere che non conosco. Spero la ristrutturazione sia andata bene.

  9. Buonasera, ho acquistato una casa da ristrutturare totalmente . L’architetto in questione oltre all’elaborato grafico (planimetria e prospetto) seguirà anche i lavori di messa in posa dei materiali. L’abitazione è di 260mq con 1.600mq giardino esterno. Mi ha chiesto come parcella €8.000€. È un prezzo nella media?

    1. maria giovanna lumia

      Buongiorno Cristina,
      il prezzo è basso, considerando che l’architetto dovrà fare il progetto e la direzione lavori e le eventuali pratiche . Anzi direi bassissimo, considerando i metri quadri e il tipo d’intervento che sarà totale. Noi architetti dobbiamo smettere di fare certi prezzi……

  10. A me stanno chiedendo percentuali dal 12%-15% minimo , anzi anche oltre il 12% se considero il budget (solite voci … progettazione e direzione etc senza particolari sviluppi grafici in 3d e/o autorizzazioni particolari oltre la CILA) .. onestamente mi sembrano fuori luogo e sono archietti trovati su internet per una ristrutturazione totale di circa 11xmq per un budget di 80-90 mila mi sembra eccessivo
    alcuni senza particolari referenze altri senza aver proposto nessun progetto da cappella sistina
    tutto il rispetto per il lavoro altrui però parliamo di una casa normale, avrei potuto capire un 10% sul budget previsto compreso di CILA fermo restando che secondo me il costo della parcella non dovrebbe essere parametrato al valore del costo di ristrutturazione ma al valore del tempo richiesto al professionista
    come spesso capita nel nostro paese si deve fare i conti in tasca e proporzionare i compensi sul portafoglio del cliente e non sull’effettivo lavoro svolto

    1. personalmente ritengo (sulla scorta di casi concreti di cui ho buona conoscenza) molto sbagliato incaricare professionisti trovati su internet, senza ulteriori conferme della competenza, serieta… L’incarico si fonda su un rapporto fiduciario: serve conoscere il tecnico prima di conferirgli incarico. Nelle vetrine sul WWW tutti sono all’altezza di tutto e lo fanno al prezzo più basso. Fuori da quelle vetrine si svolge la vita reale, misurando purtroppo solo a posteriori la bontà della scelta

  11. Angelo Luciano Mereu

    Sono un architetto, sono stato nominato direttore tecnico di cantiere dal maggio 2002 a settembre 2005, per la realizzazione di un villaggio turistico (ho solamente la lettera di incarico); occupandomi della realizzazione a partire dalle fondamenta fino alla copertura del fabbricato con esclusione delle finiture esterne, essendo la figura di riferimento per tutte le fasi realizzative per le varie imprese che si sono succedute. Ora sono in causa con la proprietà,il CTU, nominato dal tribunale mi vuole riconoscere solamente la figura di assistente alla direzione dei lavori, calcolando il 50% della tariffa del direttore dei lavori su 1.700.000 euro di lavori realizzati, circa 12000 euro; mentre in realtà mi sono occupato di tutte le fasi realizzative del villaggio (compreso seguire e calcolare i compensi degli operai, l’uso dello strumento topografico di mia proprietà, …).
    Se facessi il calcolo del compenso a vacazione con la tariffa oraria di circa 56 euro gli farebbe circa 8000 euro al mese(francamente irrealistico); come posso calcolare un compenso equo? Anche riducendo il tempo al 50% perchè nel frattempo ho fatto anche altri lavori?

    1. Ciao Angelo, io punterei a contestare il fatto che ti stiano riconoscendo il 50% della tariffa del direttore dei lavori su 1.700.000 euro di lavori realizzati. Se ti sei occupato di tutte le fasi realizzative del villaggio (compreso seguire e calcolare i compensi degli operai, l’uso dello strumento topografico di mia proprietà, ecc.), allora produci del materiale che lo dimostri, comprese email, pezzi di carta e disegni eventualmnente. Metti anche in conto le ore lavorate. Considera che – te lo dico per esperienza purtroppo – in queste cause maledette gli avvocati cercano sempre di spararla più grossa della controparte, cercando poi di trovare un accordo bonario per una via di mezzo prima di arrivare davanti al giudice. Quindi quello che loro hanno proposto è sicuramente molto meno di quello che pensano realmente di darti alla fine dei giochi.

  12. È bellissimo questo articolo e da architetto ti ringrazio tantissimo. Purtroppo se io avessi questi prezzi non mangerei… devo tenerli molto, molto più bassi perché c’è troppa concorrenza, nonostante io abbia quasi 20 anni di esperienza… per un lavoro come quello descritto di media entità devo tenermi sui prezzi dell’architetto del commento di Rosa. Spesso la gente, soprattutto nei paesi, non mi chiede neppure un preventivo e vanno subito da un geometra che magari è molto più caro perché pensano 1) che faccio cose “assurde”, 2) che sono carissima. Ho passato gli ultimi tre anni a rimediare ai danni o alle imprecisioni di altri tecnici… boh scusate lo sfogo ma spesso il mio lavoro è talmente sottovalutato e deprezzato che sto seriamente valutando di lasciar perdere.

  13. Ciao, ma io mi chiedo, nei 10 percento etc cono comprese le. Figure parallele tipo ing steutturista, impiantista, geometra, sicurezza, o sono computate a parte? Di certo leggo dietro compensi troppo bassi in genere, forse solo un paio troppo alti. Ma il nostro lavoro è, se fatto al giusto livello tecnico intellettuale e professionale, complesso e necessità di tempo e. Grande preparazione. Non può essere fatto di corsa e svalutato

  14. MA QUANDO COMPRATE UN PAIO DI SCARPE DA TOD’S O LORO PIANA DA COSA GIUDICATE SE IL PREZZO E’ CORRETTO O CARO?
    DALLA QUALITA’ DEL MANUFATTO !
    NON SIAMO AL MERCATO DELLE BESTIE!!!!!

  15. Buongiorno , vi scrivo per chiarire un aspetto che non conosco. Ho affrontato una ristruuturazione due anni fa e l’archietto ha calcolato il suo compenso sul valore delle sole opere edili, mentre ora alla vigilia di una nuova ristrutturazione un altro Collega ha quantificato gli importi sul valore complessivo dei costi da sostenere, ovvero rifacimento infissi, cucina, pavimenti, ad eccezione di arredi, etc, a vostro giudizio ed esperienza cosa è corretto? Considerando che io mi sono già interessata molto e sul reperimento del materiale non mi sento totalmente sprovveduta? Vi ringrazio in anticip
    o per le Vs osservazioni

  16. Gentilissimi buonasera, sono il proprietario di un immobile sito in un complesso condominiale di 20 appartamenti, siamo riusciti ad aggiudicarci il 110% solo con ecobomus x circa € 680.000,00.
    L’architetto che si è occupato della rilevazione di tutti i dati inerenti alla possibilità di beneficiare del bonus più al deposito della cila della nomina dei professionisti x sicurezza, direttore dei lavori, committente etc… Sarà compensato da noi condomini xchè non rientra nel 110%. Secondo voi quale potrebbe essere il compenso di tutte le figure?
    Grazie Massimiliano

  17. Arch. Bianca M. Cossu

    Buongiorno,
    sono una giovane architetta che si sta affacciando al mondo del lavoro. Mi è stato chiesto di seguire una ristrutturazione di un immobile di circa 200 mq disposto su 3 piani. Considerando che stiamo parlando un paese del centro nord della Sardegna quanto potrei chiedere come onorario? Potrei magari chiedere una somma per una consulenza iniziale dove potrei effettuare un sopralluogo e rendermi conto dell’entità dei lavori per poi fare un preventivo più dettagliato possibile?
    È una cosa fattibile secondo voi?
    Grazie a chi mi risponderà

    1. Ciao Bianca, ti suggerirei di chiedere una cifra iniziale per una consulenza/studio di fattibilità, e dopo puoi fare un calcolo a percentuale. Non è la cosa migliore in assoluto, infatti nei nostri percorsi di formazione insegniamo delle strategie di prezzi diverse a seconda del contesto. Ma nel tuo caso se vuoi un feedback veloce credo che dovresti fare così. Occhio, nel contratto, a inserire la possibilità da parte tua di rivedere il preventivo una volta che il progetto è iniziato per qualsiasi imprevisto che non dipenda da te, altrimenti cantieri così ti dissanguano. In bocca al lupo con il tuo nuovo progetto!

  18. Buongiorno,
    sono una giovane architetto e mi è stato chiesto di seguire i lavori di progettazione architettonica e DL per una ristrutturazione pesante di una residenza privata, una villetta su lotto, per cui mi chiedono la realizzazione di: ristrutturazione pesante appartamento piano terra, ampliamento ai fini residenziali al piano -1, realizzazione di porticato e nuovo accesso al garage interrato. Da computo metrico estimativo c’è un importo lavori di circa 300’000 euro. MI devo occupare anche della presentazione di almeno due istanze in comune (almeno 1 sarà un pdc) e e delle relative istanze di autorizzazione paesaggistica. Da D.M. 140 del 20 luglio 2012 esce un importo di 30’000 euro circa….che corrisponde all’effettivo 10% di cui tutti parlano in riferimento alla nostre parcelle….tuttavia mi sembra di capire che nella pratica quasi tutti gli architetti che conosco facciano preventivi intorno al 5% dell’importo lavori. Avete qualche consiglio? Non voglio svalutare il nostro lavoro ma nemmeno perdere l’incarico…potrei magari uscire con un’offerta a 20’000? o è troppo poco? Grazie

    1. Ciao Ilaria, sulla base della nostra esperienza 20K per questo lavoro è troppo poco, ad ogni modo l’incarico lo perdi (o lo prendi) non solo in base al prezzo che fai ma anche, e soprattutto, nella tua capacità di negoziare con il cliente e far percepire il tuo valore. Altrimenti è una gara al ribasso e ci perdi sempre.

  19. Buongiorno.Mi sono occupata della progettazione interna( ristrutturazione totale di un appartamento di 90 mq) con sopralluoghi,anche con artigiani,per verificare la fattibilità di un secondo bagno, Ho avuto 3 incontri con la committenza per la presentazione del progetto e del preventivo generale, per una ristrutturazione chiavi in mano.Preventivo che ammonta a € 120,000,00.Essendo io un architetto che ha anche uno showroom di materiali e arredobagno,come mia parcella ho ritenuto di non esagerare visto che avrebbero comperato gli allestimenti dei 2 bagni,così come piastrelle e parquet.
    Sembrava si dovessero iniziare i lavori di ristrutturazione a marzo e invece oggi i clienti mi dicono che al momento ci hanno ripensato e semmai lo affronteranno più avanti.
    Avevo preventivato 4.000,00 euro per progetto e direzione lavori( lasciando ad un tecnico mio collega,lo sviluppo dei vari atti). Quale deve essere la mia parcella,considerando che il progetto ha necessitato parecchie ore del mio tempo? Grazie Roberta

    1. Ciao Roberta, spero che almeno ti abbiano dato l’incarico senza chiedere sconti e ringraziandoti :-D 4000 euro di compensi a fronte di progetto e DL – seppur senza le pratiche edilizie – mi sembra veramente basso. Direi che un importo corretto, senza essere stra-pagata, va dalle 10 e le 14 mila euro. Poi ovviamente la cifra può essere un po’ di più o anche un po’ meno, considerando magari che hai degli introiti che derivano dal tuo showroom. Prendi quindi questa cifra come una semplice indicazione di massima, visto che non conosco esattamente le caratteristiche del progetto.

  20. Giovanni Maria della Valle

    Salve Gabriele,
    Sono un architetto che, dopo molti anni di insegnamento a tempo pieno di Progettazione architettonica e Design in un Liceo Artistico, sta riprendendo la professione, fuori dal luogo di residenza, nella provincia di Bologna.
    Mi interesserebbe avere, per questa area territoriale, un costo attendibile di costruzione a mq per l’edilizia residenziale privata ed anche di ristrutturazione, come parametro di base per formulare un primo preventivo di massima nelle due opportunità.
    Grazie, Gianmaria

    1. Salve Gianmaria,

      qui ti direi una cosa semplice: per avere un primo riferimento ti basta anche una breve ricerca online sui costi al mq aggiornati per la tua zona.

      Detto questo, per darti un ordine di grandezza sull’area di Bologna:

      Nuova costruzione: mediamente tra 1.200 e 1.600 €/mq, con variazioni verso l’alto per livelli più alti
      Ristrutturazione: indicativamente tra 800 e 1.200 €/mq, a seconda della complessità

      Ma il punto vero è un altro.

      Questi numeri servono solo per orientarti nelle prime fasi. Non usarli mai come valore “definitivo”, perché tra un intervento e l’altro cambiano troppe variabili (stato dell’immobile, impianti, vincoli, livello delle finiture, ecc.).

      Se li usi bene, ti aiutano a dare una prima indicazione al cliente.
      Se li usi male, rischi di incastrarti da solo su cifre che poi non stanno in piedi.

      — Gabriele

  21. Salve. Nel caso l’intervento non preveda opere (PdC in SANATORIA – agibilità) trattandosi comunque di una sanatoria complessa che riguarda un fabbricato residenziale con annesso ricovero attrezzi nella sua distribuzione interna, prospetti e recinzioni, a quanto può ammontare la parcella? € 2.500? Il rilievo architettonico è preventivato già a parte. Grazie

    1. Salve,

      ti dico la verità senza girarci intorno:
      2500 € per una sanatoria complessa sono quasi sempre pochi.

      Non perché “devi chiedere di più a prescindere”, ma perché stai sottovalutando una cosa fondamentale:

      in una sanatoria non stai vendendo tempo. Stai vendendo responsabilità.

      Nel caso che descrivi:

      fabbricato residenziale
      ricovero attrezzi
      modifiche a distribuzione interna
      prospetti
      recinzioni

      Non è una pratica “semplice”.
      È una pratica con più variabili, più rischio e più possibilità che qualcosa non torni al primo colpo.

      E questo ha un peso economico.

  22. buongiorno mi chiamo Giovanni Spano scrivo perché la difficolta che mi perdere tempo è il calcolo della parcella nei diversi casi visto che spesso sono consulenze non quantificabili. Esempio l ultima su un padiglione ospedale

    1. Buongiorno Giovanni,

      quello che descrivi è esattamente uno dei problemi più comuni — e più sottovalutati — quando si parla di calcolo della parcella.

      Il punto è questo: stai cercando di applicare un metodo “rigido” a qualcosa che, per natura, non lo è.

      Nel caso di consulenze come quella che citi (padiglione ospedaliero), il metodo a percentuale semplicemente non funziona. Non perché sia sbagliato, ma perché non riflette il valore reale del tuo intervento.

      In questi casi hai due strade sensate:

      Vacazione (oraria) → quando il lavoro è legato al tempo e alle attività svolte
      Onorario a discrezione → quando il valore della consulenza è più strategico che operativo

      E qui arriva il punto chiave.

      Una consulenza su un contesto complesso come un ospedale NON si paga per le ore.
      Si paga per l’impatto che ha.

      Se tu dai un’indicazione che evita un errore progettuale o una scelta sbagliata, il valore generato è molto più alto del tempo che hai impiegato.

      Il problema è che molti professionisti continuano a ragionare in termini di “quanto tempo ci metto”, invece che “quanto vale quello che sto facendo”.

      Un approccio pratico che puoi usare:

      definisci una base (a vacazione o a corpo minimo)
      poi aggiungi una componente legata alla complessità e alla responsabilità
      chiarisci sempre questo passaggio nel preventivo

      Così eviti due errori tipici:

      sottoprezzarti
      trovarti a giustificare numeri che il cliente non capisce

      Se ti capita spesso questo tipo di incarichi, ha senso costruirti un tuo schema interno di riferimento — non pubblico, ma tuo — per dare coerenza alle proposte.

      Perché il vero problema, nella maggior parte dei casi, non è “quanto chiedere”.

      È avere un criterio chiaro per deciderlo.

      — Gabriele

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