Il computo metrico impianto elettrico è il documento che trasforma il progetto elettrico in numeri: quantità di cavi, punti presa, quadri e apparecchi, ciascuno moltiplicato per il relativo prezzo unitario. Senza questo passaggio un preventivo resta una stima a occhio, difficile da difendere davanti al cliente o da confrontare con altri fornitori. Chi lavora con impianti elettrici — elettricisti, progettisti, imprese impiantistiche — lo usa per quantificare lavori privati e capannoni, oltre che per tenere sotto controllo i costi durante il cantiere. In questo articolo vediamo come si costruisce, voce per voce, con un esempio numerico.
Cosa contiene un computo metrico per l’impianto elettrico
Il computo metrico elenca ogni lavorazione dell’impianto in righe separate: punti luce, punti presa, quadro elettrico, canalizzazioni, cavi, apparecchi di illuminazione, dispositivi di protezione. Ogni riga riporta la quantità misurata sul progetto, non il prezzo — quello arriva in una fase successiva, quando si applica il listino.
Il computo metrico è il conto delle quantità, non ancora il prezzo finale: quello arriva applicando il listino a ogni voce.
In Italia l’installazione di un impianto elettrico in un edificio deve rispettare il DM 37/08, che impone il progetto per gli impianti più complessi e la conformità alla regola dell’arte per tutti gli altri. Le sezioni dei cavi e i criteri di sicurezza da rispettare in fase di computo derivano dalla norma CEI 64-8, aggiornata alla nona edizione nel 2024, che fissa le regole di dimensionamento degli impianti a bassa tensione.
Ogni voce del computo, per essere utilizzabile in cantiere, deve indicare come minimo:
- l’unità di misura (a corpo, al metro, a punto)
- la quantità ricavata da disegno o sopralluogo
- un riferimento allo schema elettrico o alla planimetria da cui deriva

Come si fa il computo metrico: il metodo passo per passo
Il metodo è lineare. Si parte dallo schema elettrico e dalla planimetria dell’impianto, si suddividono le lavorazioni per categoria e si misura la quantità di ciascuna, punto per punto o metro per metro. Solo alla fine si applica il prezzo unitario, che può venire da un listino ufficiale (prezzario regionale, listino DEI) o da un preventivo fornitori.
Per gestire il computo non serve un software dedicato: un foglio di calcolo con quattro colonne — voce, unità di misura, quantità, prezzo unitario — e una colonna finale con l’importo calcolato automaticamente è sufficiente per la maggior parte degli interventi residenziali. Chi segue più cantieri in parallelo può costruirsi un foglio modello con le categorie ricorrenti già impostate, così per ogni nuovo impianto basta aggiornare le quantità e i prezzi cambiano solo quando cambia il listino.
Le caratteristiche tecniche dei materiali — sezione dei cavi, grado di protezione IP, marca dei componenti — vanno definite prima, di solito nel capitolato d’appalto, così il computo metrico si limita a contare le quantità sul prezzo già concordato. Senza questo passaggio a monte, due elettricisti possono computare lo stesso impianto con quantità simili ma importi molto diversi, perché stanno prezzando materiali diversi.
Le voci più ricorrenti in un computo metrico per impianto elettrico residenziale o di capannone sono queste:
| Categoria | Unità di misura | Esempio di voce |
|---|---|---|
| Punti luce | a corpo | Punto luce semplice, punto luce deviato/invertito |
| Punti presa | a corpo | Presa bivalente 10/16A, presa Schuko |
| Quadro elettrico | a corpo | Quadro con interruttore generale e differenziali |
| Canalizzazioni | al metro | Tubo corrugato sottotraccia Ø20 mm |
| Cavi | al metro | Cavo FG16OR16 sezione 3G2,5 mm² |
| Apparecchi illuminazione | a corpo | Plafoniera LED, faretto a incasso |
| Dispositivi di protezione | a corpo | Interruttore magnetotermico, differenziale |
Una sezione di cavo sottodimensionata in fase di computo diventa una variante — e un costo extra — quando l’impianto è già a metà cantiere.
Esempio pratico: computo metrico per un’abitazione di 100 mq
Prendiamo un esempio illustrativo per un appartamento di circa 100 mq, impianto civile standard, per capire come si arriva al totale. I numeri sono indicativi: quantità e prezzi reali variano in base a zona, tipo di finiture e listino applicato.
| Voce | Quantità | Prezzo unitario | Importo |
|---|---|---|---|
| Punti luce | 18 | 45 € | 810 € |
| Punti presa | 22 | 38 € | 836 € |
| Quadro elettrico con differenziali | 1 | 250 € | 250 € |
| Cavo FG16OR16 3G1,5 mm² | 220 m | 1,80 €/m | 396 € |
| Canalizzazione sottotraccia | 180 m | 3,50 €/m | 630 € |
| Apparecchi illuminazione | 10 | 60 € | 600 € |
| Totale imponibile | 3.522 € |
Il procedimento è lo stesso usato nel computo metrico estimativo per l’intero cantiere: quantità per prezzo unitario, voce per voce, fino al totale lavori. La differenza è che qui si isola il solo impianto elettrico, spesso per confrontare offerte di più installatori sulla stessa base di quantità.
Una volta completato, il computo metrico diventa la base del preventivo lavori edili che l’impresa presenta al cliente, con margine e IVA aggiunti alle singole voci. Nei cantieri più lunghi le stesse quantità tornano utili per compilare lo stato avanzamento lavori, confrontando quanto è stato eseguito con quanto previsto a computo.
Nell’esempio sopra il totale di 3.522 € è l’imponibile: prima di diventare un prezzo da comunicare al cliente vanno aggiunti IVA, eventuali oneri per la sicurezza se il cantiere li prevede, e il margine dell’installatore. È proprio questo passaggio — dal computo imponibile al prezzo finale — a distinguere il computo metrico dal preventivo vero e proprio, ed è per questo che i due documenti non vanno confusi anche se nascono dagli stessi numeri.
Errori più comuni nel computo metrico di un impianto elettrico
Un computo metrico impreciso non si vede sulla carta: si vede in cantiere, quando mancano materiali non previsti o quando il totale lievita rispetto al preventivo iniziale. Gli errori che gonfiano o sgonfiano il totale finale sono quasi sempre gli stessi:
- confondere la lunghezza del cavo con quella della canalizzazione, quando nello stesso tubo passano più cavi
- dimenticare gli oneri di assistenza muraria: tracce, ripristini, fori passacavo
- usare prezzi di listino non aggiornati, soprattutto per rame e componenti elettronici, molto volatili negli ultimi anni
- non separare le voci per punti di consegna diversi (impianto principale, giardino, box), rendendo il computo poco leggibile a chi deve verificarlo
Un computo metrico che non distingue le lavorazioni per zona dell’edificio è difficile da controllare e ancora più difficile da far approvare.
Domande frequenti sul computo metrico impianto elettrico
Quanto costa far fare un computo metrico impianto elettrico?
Non esiste una tariffa fissa: dipende dalla complessità dell’impianto e da chi lo redige. Molti elettricisti e progettisti lo includono nel costo del preventivo, senza fatturarlo a parte, soprattutto per abitazioni singole fino a 100-150 mq. Per impianti più estesi, come capannoni o edifici plurifamiliari, capita invece che il computo venga fatturato come prestazione separata, perché richiede più ore di misurazione e verifica.
Chi può redigere il computo metrico di un impianto elettrico?
Lo redige chi ha letto il progetto: l’elettricista stesso per interventi semplici, un progettista o un perito per impianti più complessi soggetti a progetto obbligatorio secondo il DM 37/08. Non serve un albo specifico per compilarlo.
Qual è la differenza tra computo metrico e preventivo?
Il computo metrico elenca solo quantità e prezzi unitari delle lavorazioni. Il preventivo aggiunge margine, IVA, tempi di consegna e condizioni contrattuali: è il documento commerciale che il cliente riceve e firma.
Il computo metrico serve anche per una ristrutturazione con impianto esistente?
Sì, cambia solo il punto di partenza: invece della planimetria di progetto si parte da un sopralluogo che rileva i punti esistenti da mantenere, spostare o aggiungere, per quantificare solo le lavorazioni realmente necessarie.
