Mies van der Rohe: dalla sua storia alle opere più significative

Sono pochi gli architetti che, grazie alle loro opere, sono riusciti a lasciare un segno così profondo nella cultura architettonica mondiale… sicuramente Ludwig Mies van der Rohe è uno tra questi.

Insieme a Le Corbusier, i suoi progetti si identificano con l’immagine stessa che abbiamo del Movimento Moderno.

I suoi lavoro sono universalmente riconosciuti un simbolo di modernità e di stile, sia dal punto di vista architettonico sia del design.

E’ stato fonte di ispirazione per tutte le generazioni di architetti che gli sono succedute.

Abbiamo quindi deciso di dedicargli un intero articolo per parlare della sua storia e di alcune tra le sue opere più importanti.

La storia di Mies van der Rohe

Ludwig Mies van der Rohe, nato il 27 marzo 1886 in Germania e morto nel 1969 a Chicago fu un architetto il cui stile è caratterizzato da forme rettilinee, realizzate con semplicità.

Sin dall’età di 15 anni ha fatto l’apprendista presso vari architetti da cui ha appreso come realizzare decorazioni in stucco e come realizzare disegni lineari.

Nel 1907 ha ricevuto l’incarico per una tradizionale casa di periferia, la sua prima commissione.

Riuscì a realizzare un edificio che impressionò anche l’architetto Peter Behrens, il più progressista dell’epoca.

Behrens gli offrì un lavoro all’interno del suo ufficio, nel quale si trovavano allo stesso tempo anche Walter Gropius e Le Corbusier.

In seguito, ricevette anche un’ulteriore influenza positiva nel 1911 da parte di Hendrik Petrus Berlage, un pioniere dell’architettura olandese moderna.

Il Pensiero di Mies van der Rohe

Sin dal periodo della sua infanzia vissuto in Germania, l’architetto ha imparato a rispettare ed apprezzare i materiali con cui lavorare.

Figlio di un maestro muratore che gestiva una bottega di scalpellino, non ha mai potuto godere di una istruzione formale, imparò sin da bambino da suo padre lavorando a progetti locali.

In questo modo ha avuto l’opportunità di acquisire una certa esperienza pratica che lo segnarono nella sua successiva vita professionale di architetto.

Il pensiero di Mies van der Rohe si direziona quindi verso l’importanza della praticità degli edifici, creando uno stretto legame tra forma, funzione e necessità.

Mies van der Rohe “Less is More”

La famosissima frase “Less is More” è una delle più rappresentative del pensiero e delle idee architettoniche di Van Der Rohe.

Nonostante questo, non tutti sanno che la frase non fu di sua invenzione, ma la rese propria col passare del tempo.

Dandole anche un significato preciso e collegato alla sua visione dell’architettura e del design.

Letteralmente significa “meno è più” e vuole proprio sottolineare che utilizzare l’eccesso nell’ambito dell’architettura e del design non comporta necessariamente ad una migliore risposta dei bisogni delle persone.

Anzi, attraverso la semplicità si possono raggiungere soluzioni più funzionali.

La frase usata da Mies van der Rohe “Less is more”, quindi si riferisce anche a tutti i suoi sforzi nel ridurre, alleggerire e ridurre il disordine visivo nella costruzione di edifici ed abitazioni.

Una delle sue affermazioni sull’argomento è la seguente: «Sapete, ogni cosa è così complicata in un edificio. Per raggiungere una chiarezza dobbiamo semplificare praticamente ogni cosa. È un lavoro duro. Bisogna combattere, e combattere, e combattere» (Fonte).

Le opere di Mies van der Rohe

Le opere di Mies van der Rohe che realizzò nel corso della sua carriera sono numerose, e variano da abitazioni e ville private a padiglioni espositivi e campus universitari.

Per esempio il Padiglione Tedesco che realizzò per l’Esposizione Universale a Barcellona del 1929, è il risultato di una ricerca sull’abitazione, fondendo tecniche costruttive alla composizione architettonica.

Ancora a New York ha ideato un grattacielo di 38 piani: il Seagram Building, costituito da una struttura in acciaio portante, a cui sono appesi i pannelli in vetro.

Continua a leggere per saperne di più sulle opere di Mies van der Rohe e sulla loro realizzazione.

Mies van der Rohe: casa Farnsworth

Mies van der Rohe: casa Farnsworth
Foto di Victor Grigas – Creative Commons

Farnsworth House di Mies van der Rohe è una delle sue opere più rappresentative.

Costruita tra il 1945 ed il 1951, esalta le idee minimaliste ed l’importanza per l’architetto tra casa e natura.

Proprio per questo, è stata pensata con un padiglione in vetro che ne sfrutti il più possibile l’ambiente naturale circostante.

Altri fattori significativi dell’abitazione sono senza dubbio le finestre.

Infatti la casa Farnsworth House di Mies van der Rohe comprende 8 colonne in acciaio, tra le quali sono posizionate grandi finestre che partono dal pavimento fino ad arrivare al soffitto.

In questo modo riescono a circondare l’abitazione con i boschi circostanti.

Il piano terra dell’abitazione è stato rialzato per evitare che fosse soggetta ad inondazioni e ampi gradini sono stati posizionati per raggiungere l’ingresso.

Nonostante queste accortezze, nel corso degli anni è stata allagata varie volte a causa anche della sua posizione.

La pianta della casa è stata pensata completamente aperta, escludendo le pareti necessarie per delimitare i bagni, ed in modo da utilizzare un vero e proprio stile tipico dell’architettura minimalista.

Mies van der Rohe: Crown Hall

Foto di Davide Adamo

Crown Hall di Mies van der Rohe è una degli svariati edifici che ha realizzato nel corso della sua carriera di architetto.

In questa è riuscito a sviluppare ed a perfezionare le sue idee, le strutture, e le sue proporzioni ideali.

Il campus inizialmente era pensato da Mies van der Rohe come due edifici principali, una biblioteca ed un campus.

Ma a causa di varie restrizioni economiche, ha dovuto cambiare i suoi piani e solo successivamente riuscì ad ampliarlo.

Infatti potè creare un nuovo progetto molto più ambizioso dell’esistente ad una delle estremità del campus.

La realizzazione di questo ampliamento, però, non andò come aveva sperato.

Dovette fare i conti con numerose problematiche relative alla sicurezza, alla struttura ed alla burocrazia.

Una di queste coinvolse le scale, che non presentavano un corrimano.

Dovette aggiungerlo per garantire la sicurezza agli studenti.

Ancora oggi la ringhiera ed il suo design si distinguono per l’elegante minimalismo.

Mies van der Rohe: Crown Hall
Foto di Davide Adamo

Crown Hall di Mies van der Rohe è realizzato su due livelli, con 4 pareti di vetro e circondato da una vasta area verde.

I due livelli sono strutturati nel seguente modo: il primo che occupa circa la metà dell’edificio, è un unico spazio vetrato dedicato all’architettura.

Attraverso le pareti con le ampie vetrate Mies van der Rohe è riuscito a dare la sensazione di lavorare all’aperto, in mezzo alla vegetazione e con la vista dei grattacieli di Chicago.

L’altro livello è invece seminterrato e comprende le sale riunioni, gli uffici ed i servizi.

Crown Hall è stato realizzato principalmente con cemento armato, acciaio e vetro ed è caratterizzato da una semplice estetica industriale.

La tecnica che ha utilizzato per la realizzazione di questa struttura nasce deriva sin dai suoi primissimi progetti ed è stata da lui sintetizzata nella seguente frase:

«Ogni qualvolta la tecnologia raggiunge il suo reale compimento, essa trascende nell’architettura. È vero che l’architettura dipende dai fatti, ma il suo reale campo di attività è il territorio del significato» (Fonte).

Toronto-Dominion Centre

Il Toronto-Dominion Centre di Mies van der Rohe è un gruppo di edifici situato in Canada composto da un padiglione e 6 torri, queste ultime completate tra il 1967 ed il 1991

L’intero complesso ha il ruolo di quartier generale della Toronto-Dominion Bank e comprende anche spazi commerciali e uffici.

Si tratta di un classico esempio dell’interpretazione del suo stile, seguendo come altre sue opere, il tema dell’edificio in acciaio e vetro dai colori scuri.

Il tutto situato in una piazza aperta e rigidamente ordinato.

Ogni edificio è stato costruito in modo che risultasse sfalsato con quello adiacente.

Questo per consentire una visione aperta o chiusa a seconda del movimento dell’osservatore.

Le torri, tra di loro, hanno forma ed aspetto molto simili: un telaio di acciaio ed il pavimento in cemento colato sul acciaio.

Inizialmente Mies van der Rohe aveva posto al piano più alto della Toronto-Dominion Bank Tower una terrazza di osservazione, successivamente trasformata in spazio utile per uffici in affitto.

Il livello sottostante è invece strutturato in modo da poter accogliere un ristorante, uffici aziendali ed una sala riunioni.

Padiglione di Barcellona

Foto di Maciek Lulko

Il Padiglione di Barcellona è stato progettato da Ludwig Mies van der Rohe e Lilly Reich come padiglione tedesco per l’Esposizione Internazionale di Barcellona ​​del 1929.

L’opera è stata pensata per ospitare il ricevimento ufficiale presieduto dal re Alfonso XIII di Spagna insieme alle autorità tedesche.

L’opera è caratterizzata da una forma libera, che permette al visitatore di muoversi liberamente tra gli ambienti senza dover seguire un percorso prestabilito.

Come accade la maggior parte delle esposizioni, al suo termine nel 1930 il Padiglione venne smontato.

Nel tempo, però acquisì una tale importanza da diventare un vero e proprio riferimento dell’architettura del XX Secolo.

Proprio per questo, venne valutata l’ipotesi di ricostruirlo, azione poi terminata nel 1986.

Il padiglione ricostruito è stato realizzato utilizzando gli stessi materiali dell’originale.

Vetro, acciaio e quattro diversi tipi di pietra sono i materiali principali utilizzati per la sua realizzazione.

Materiali sfruttati non tanto per la loro modernità ma soprattutto per la geometria e precisione che sono in grado di esprimere.

Il tetto completamente piano, è sostenuto da otto sottili pilastri che danno non solo un’impressione di leggerezza, ma che fanno anche percepire la loro unica funzione estetica.

Insieme al padiglione di Barcellona, Mies Van der Rohe progettò anche una particolare sedia, diventata negli anni una vera e propria icona di design.

La sedia è pensata con un profilo metallico rivestito in pelle.

Villa Tugendhat: Mies Van der Rohe

Villa Tugendhat: Mies Van der Rohe
Foto di  Mary Gaudin

Tugendhat House di Brno (Repubblica Ceca) è uno degli edifici di Mies Van der Rohe, a far parte del patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO nel 2001.

La villa fu commissionata all’architetto tedesco Mies Van der Rohe intorno al 1930.

Si tratta di un’abitazione piuttosto grande, in cui non mancano le camere da letto per i bambini stanze per la tata e interi appartamenti dedicati al personale.

Nel progetto ha eliminato molte delle pareti interne consentendo spazi luminosi ed aperti.

Le facciate del giardino e sud-est della villa sono completamente realizzate in vetro, dal pavimento al soffitto. 

Vetrate che sono state completamente distrutte durante i raid aerei dell’epoca della seconda guerra mondiale.

Villa Tugendhat di Mies Van der Rohe è caratteristica anche grazie ai materiali estremamente lussuosi con cui venne realizzata e le tecnologie avanzate di raffreddamento e riscaldamento per l’epoca.

Per non parlare dell’intero arredamento, completamente pensato dall’architetto.

In seguito completamente derubato durante la seconda guerra mondiale.

Foto di Mary Gaudin

La villa oltre ad essere una vera e propria opera d’arte, è stata anche luogo di importanti avvenimenti storici.

Per esempio nel 1992 al suo interno venne firmato il documento che  ha separato il paese nell’attuale Repubblica Ceca e Slovacchia.

Dal 1994 l’abitazione è aperta al pubblico come museo

La Villa Tugendhat di Mies Van der Rohe nonostante non presenti opere d’arte al suo interno non risulta mai vuota, grazie ai lussuosi materiali di cui è realizzata.

Mies Van der Rohe: Seagram Building

Mies Van der Rohe: Seagram Building
Foto di Ezra Stroller

Situato a New York,  Seagram Building di Mies Van der Rohe è un grattacielo di 38 piani.

Venne completato nel 1958 ad un costo di costruzione di 41 milioni di dollari, diventando il grattacielo più costoso del mondo (all’epoca).

L’architetto inizialmente voleva rendere visibile a tutti il telaio in acciaio ma, a causa dei regolamenti antincendio dell’epoca, fu costretto a ricoprirli di un materiale ignifugo.

Per evitare questo problema estetico, decise di utilizzare travi non strutturali color bronzo visibili dall’esterno.

Per mantenere un’idea di continuità con l’esterno, anche l’interno dell’edificio è stato pensato e realizzato con decorazioni in vetro e bronzo.

All’esterno ha inoltre progettato e realizzato una piazza che comprende anche due fontane e numerosi posti a sedere.

All’interno, invece, la lobby ha un soffitto di colore bianco che si estende alle porte d’ingresso.

Ai piani superiori, invece ci sono uffici che ottengono la massima illuminazione naturale grazie ad ampie lastre di vetro.

Conclusione

In questo articolo ho parlato del grande architetto Ludwig Mies van der Rohe e di come la sua infanzia abbia formato il suo pensiero ed influenzato le sue opere.

Nello specifico, il suo pensiero minimalista rese celebre la frase “Less is More” e la rese sempre più sua.

Sono numerose le opere che realizzò, tra queste ne abbiamo analizzate alcune:

  • Casa Farnsworth
  • Crown Hall
  • Toronto-Dominion Centre
  • Padiglione di Barcellona
  • Villa Tugendhat
  • Seagram Building

Cosa ne pensi del suo modo di pensare?

Quali altre sue opere meritano di rientrare in questa lista?

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